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Museo Baglio Anselmi Baglio Anselmi è oggi sede del Museo Archeologico Regionale ma fino al secolo scorso era utilizzato come Stabilimento vinicolo. E’ parte del Parco Archeologico di Lilibeo. Nel 1986 fu scelto per l’esposizione e la conservazione del relitto della nave punica e dei numerosi reperti archeologici datati II e I secolo a.C. fino al I d.C., e di una straordinaria collezione di anfore che indicano la fiorente attività commerciale in questo mare.
La Nave Punica La nave punica fu rinvenuta in occasione di una missione diretta dall’archeologa Honor Frost, nel tratto di mare verso l’isola Lunga dello Stagnone, ma già prima nel 1969 Diego Bonini capitano di draga, raccogliendo sabbia nel fondo del mare notò pezzi e frammenti di legno antico e in breve sotto la guida della Soprintendenza iniziarono le ricerche subacquee che rilevarono le punte dello scafo e nel 1971 iniziò l’opera di recupero che fu affidato alla studiosa, professoressa Frost. Il naufragio sembra risalire verso la metà del II secolo a.C. in occasione della battaglia delle Egadi che nel 241 a. C. concluse la prima guerra punica.
NAVE PUNICA Solcavi intrepida l’azzurro mare. Sfidavi procelle e intemperie. Sei venuta da remoti millenni. Sei venuta dagli abissi marini a meraviglia dei nostri occhi. Al riparo dai venti ora giaci in un museo civico per i posteri a futura memoria.
La Venere Callipigia La statua è stata rinvenuta nell’area archeologica ad est della Chiesa di San Giovanni Battista al Boeo nel gennaio del 2005, dal Servizio per i Beni Archeologici della Soprintendenza di Trapani nell’ambito del progetto di valorizzazione e dello studio stratigrafico dell’area del Parco Archeologico. La statua femminile acefala in marmo raffigura la dea Venere secondo il tipo di Afrodite Callipigia, dea dalle belle natiche, nella sua interezza doveva misurare circa 1.70 mt.. Il marmo greco, a grana media, è forse proveniente dalle Cicladi ed è ricco di cristalli. La scultura rappresenta una figura femminile nuda, con vesti molto drappeggiate che lasciano scoperte le natiche. La Venere Callipigia richiama alla famosa Venere Landolina di Siracusa e sarebbe una copia romana databile tra il I e il II secolo d.C. tratta da un originale ellenistico del II secolo a.C. probabilmente di scuola rodio-asiatica. L’Afrodite lilibetana riproduce i segni della dea venerata a Siracusa dove secondo la testimonianza di Ateneo (XII 5, 5,4 ) sarebbe sorto un tempio dedicato ad Afrodite Callipigia.
VENERE CALLIPIGIA (tra marmo e sogno) Ho aspettato duemila anni per trovarti. Aspetterò ancora duemila anni. Cercherò ancora la tua anima, se hai un’anima, per posarvi dentro il mio respiro e forse sarai mia per sempre.