Gruppo Archeologico XAIPE Via Antonino Lo Presti, 35 91018 Salemi (TP) Infoline: 338.64.32.177
Web: www.xaipe.it                              Mail: info@xaipe.it
seguici su
:: Link
Museo archeologico Baglio Anselmi È il maggior museo marsalese, per importanza e numero di reperti. È stato istituito ad hoc per ospitare un reperto tra le maggiori attrazioni di Marsala, ovvero la nave punica di Marsala, una nave ritrovata presso punta alga, sul litorale nord. Fu usata durante la battaglia delle isole Egadi, che concluse la prima guerra punica, ed è un unico esemplare al mondo, importantissimo per lo studio della tecnica navale fenicia. Oltre ad essa si trovano numerosi reperti ritrovati nel territorio marsalese e documentazioni su alcune case romane sparse per la città, prova dell'intensa attività edilizia che interessò la cittadina durante l'età romana imperiale.
Museo degli arazzi fiamminghi II museo degli Arazzi, annesso alla Chiesa Madre, raccoglie 8 splendidi esemplari di Arazzi appartenenti alla scuola fiamminga del ' 500, tessuti con lana e seta rappresentanti scene della guerra romano-giudaica combattuta da Vespasiano e dal figlio Tito. Gli arazzi furono donati alla Chiesa Madre di Marsala nel 1589 dall'Arcivescovo di Messina Mons. Antonio Lombardo, illustre marsalese, cappellano di corte a Madrid, poi Vescovo di Mazara, al quale li aveva donati la Regina di Spagna Maria I Tudor, figlia di Enrico Vili. Gli Arazzi, esposti nel Museo, sono degli autentici capolavori, tessuti con lane e sete pregiate, conservano ancora oggi, intatta la loro bellezza, la vivacità dei colori, l'imponenza delle immagini. Di sicura lavorazione fiamminga, si pensa siano stati prodotti a Bruxelles, da autore sconosciuto, nonostante compaia una sigla - una T intrecciata con una C o G - posta nella cimosa di ciascun esemplare; di ispirazione pittorica sicuramente raffaellesca, e risultano opere di notevole valore artistico e storico. Le dimensioni degli arazzi sono notevoli: il più grande misura cm. 534 x 354 ed il più piccolo cm. 253 x 354, sono delle composizioni di ineguagliabile bellezza, per la finezza della lavorazione, per la sorprendente bellezza degli sfondi, per la splendida cromatura che dosa mirabilmente i toni delicati del verde e del rosso con i toni più forti e decisi del giallo e del blu cobalto che si armonizzano con il bruno e il rosato. Tutti gli arazzi hanno un largo bordo lavorato in eguale maniera, ci ò rende ogni singola opera parte di una inestimabile unica collezione. Primo arazzo – Giuseppe Flavio, difensore di Giotapata, esce dalla grotta dove si era rifugiato, dopo la caduta della città ad opera di Vespasiano. Secondo arazzo – Agrippa, re di Tiberiade, perora la causa della città minacciata di distruzione di fronte a Vespasiano. Terzo arazzo – Vespasiano è indotto ad accettare la nomina a imperatore decretatagli dai soldati alla morte di Nerone. Quarto arazzo – Vespasiano imperatore riceve l'omaggio di un re siro. Quinto arazzo – Vespasiano fa liberare Giuseppe Flavio dalle catene. Sesto arazzo – Combattimento tra il giudeo Gionata ed il romano Prisco. Settimo arazzo – il sacerdote Gesù di Nabuth offre a Tito, figlio di Vespasiano, due candelieri ed il libro sacro per la ripresa del culto nel tempio di Gerusalemme. Ottavo arazzo – Sacrificio di Tito a Yahveh, dio dei Giudei.
Museo dell'agricoltura Baglio Biesina situato in via Salemi ad est della città, è ospitato all'interno del Baglio Biesina, un antico caseggiato circondato da un bel giardino tipicamente siciliano, ricco di palme. Al suo interno gli attrezzi e gli utensili usati dai contadini, alcuni risalenti anche ai primi dell'Ottocento.
Museo Garibaldino Il Museo garibaldino è un'esposizione permanente di cimeli risalenti al periodo risorgimentale, che si trova all'interno del Complesso monumentale San Pietro. All'interno della sala "Giacomo Giustolisi" è stato ricostruito un suggestivo percorso storico- artistico che comprende abiti d'epoca, le uniformi e le armi dei Mille, documenti originali, un ricco archivio fotografico e persino una poltrona in damasco su cui riposò Garibaldi dopo lo Sbarco a Marsala. Dopo aver attraversato la sala principale del museo si accede alla saletta dedicata ai Mille e al Mito, in cui si trovano ritratti, quadri, foto e stampe d'epoca che raffigurano i volti degli uomini e dei ragazzi che sposando lo spirito del Risorgimento diedero un contributo fondamentale al processo di unificazione nazionale. Gran parte del materiale presente è stato negli anni raccolto da alcuni marsalesi che hanno mostrato una particolare attenzione all'epopea risorgimentale. Tra questi, una menzione particolare va riservata alla famiglia Giustolisi, che negli anni ha profuso un convinto impegno per la realizzazione del museo, mettendo a disposizione della città la propria collezione privata. Fanno parte dell'esposizione permanente anche pregevoli cimeli provenienti dai musei civici di Fano e Macerata e dal Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, nonchè pezzi degli archivi Moncada di Monforte e Naselli Flores.
Home Chi siamo Info Eventi Contatti
Pinacoteca Comunale Risale al 1155 la costruzione del Convento del Carmine, il più antico di Marsala, ora sede dell'Ente Mostra di Pittura Contemporanea. Fondata quasi certamente tra il XIII e il XIV secolo è uno degli esempi più significativi degli insediamenti degli ordini mendicanti a Marsala. Fin dalle origini fu affidata alle cure dei frati provenenti dal Monte Carmelo di Palestina, che erano soliti scegliere per i loro insediamenti le zone periferiche, dove potevano trovare terreni a prezzi più contenuti. La primitiva Chiesa medioevale del Carmine fu trasformata in età tardo- rinascimentale e probabilmente l’ammodernamento si deve a Padre Niccolò Petrulla Carmelitano, maestro di teologia e filosofia. Col tempo il complesso ha assunto una crescente importanza per la storia di Marsala tanto da designare uno dei quattro quartieri della città: l’Annunziata. La struttura è il frutto di molte trasformazioni che dal XVII ne hanno cambiato le dimensioni originarie. In passato ospitava anche importanti opere d’arte, come le sepolture dei Grignani conservate successivamente presso la Chiesa Madre, in seguito al crollo del tetto avvenuto nel 1745. Dopo il 1866 a seguito delle soppressioni degli ordini religiosi, il Convento passò al Comune che lo affidò ai Carabinieri e negli anni ’90 fu restaurato e destinato a sede museale. Il convento chiamato il Carminio è oggi prestigiosa sede dell’Ente Mostra di Pittura Contemporanea, Pinacoteca Comunale. L’alto livello artistico delle mostre e degli eventi che vi si sono tenuti negli ultimi anni, lo hanno trasformato in uno dei principali centri culturali della città. L’antica chiesa è stata per anni sede della Biblioteca Comunale. Attualmente ospita invece l' Archivio Storico.
Museo Villa Romana Sul lato nord-ovest del parco archeologico, poco distante dal Museo, si trova il complesso edilizio più significativo della Lilybeo di età romana. Si tratta di un’unica lussuosa abitazione, provvista di ambienti spaziosi, distribuiti intorno ad un atrio tetrastilo ed a un vasto peristilio. ll blocco di una intera insula, è stato scoperto poco prima del 1939 e in esso sono stati ritrovati due differenti livelli di costruzione corrispondenti a due diverse fasi edilizie: una più antica, risalente al II sec. a.C., e una più recente, databile tra la fine del II sec. e i primi del III sec. d.C. La villa ci conserva un complesso di bagni privati, cui si accedeva tramite un vestibulum, ovvero l’ingresso vero e proprio, e un piccolo apodyterium, lo spogliatoio. Da qui si passava al frigidarium, la stanza per il bagno freddo, un ambiente di notevoli dimensioni, riccamente decorato, e poi agli ambienti caldi: prima al tepidarium, una stanza di passaggio, intermedia fra le due precedenti che a volte veniva adibita a spogliatoio, quindi al laconicum, il sudatorio, così chiamato perché gli Spartani ne avrebbero fatto uso per primi, ed infine ai due calidaria, le stanze per il bagno caldo con le vasche d’immersione. Quasi tutti gli ambienti privi, come detto, delle strutture di alzato sono impreziositi da decorazioni pavimentali a mosaico, figurato e geometrico, per lo più a colori, realizzate con vari tipi di marmi locali e continentali. Una delle stanze più note, presenta come soggetto la testa di Medusa: all’interno di una grande fascia con bordo intrecciato prende vita un gioco di rombi colorati che formano a loro volta una stella, contenente la pregevole rappresentazione della testa della Gorgone. Di notevole varietà è, poi, la decorazione musiva del frigidarium, ben conservata, con un’apertura centrale ed inserita all’interno di un quadrato di tessere nere e di una successiva fascia smerlata. Le ricche decorazioni musive testimoniano il grado di raffinatezza e di evoluzione delle maestranze di architetti e di artigiani che operavano nel luogo e sono logicamente riflesso di quella floridezza e di quella prosperità di cui godette per lungo tempo l’antica Lilybaeum.
Complesso Monumentale di San Pietro Il Complesso di San Pietro è una struttura articolata e funzionale, un vero gioiello di recupero storico, oggi adibito alle attività sociali e culturali della città, accoglie il Centro Internazionale di studi Risorgimentali e Garibaldini, l'associazione Nazionale delle Città garibaldine ed in Centro Internazionale di studi Fenici, Punici e Romani. Accoglie inoltre la Sala conferenze di 160 posti che fa da Auditorium e da spazio Cinema ed un atrio attrezzato a cinema estivo. Il Monastero benedettino del ‘500, protetto dalla Specola, struttura a torre quadrata, ospita al posto delle antiche celle e dei refettori, oggi adibiti a museo, la sede della Biblioteca Comunale Struppa ed il Museo Civico di Marsala, suddiviso in tre sezioni:   - Museo Civico, Sezione Risorgimentale e  Garibaldina: fondato da Giacomo Giustolisi. Sono esposte stampe d’epoca, documenti originali,  quadri e ritratti, uniformi e divise, armi e sciabole, insieme a revolver a spillo, fucili e baionette, foto, medaglie, camicie rosse, ed una ricca iconografia  relativa all’impresa dei Mille, oltre alla famosa poltrona in damasco su cui sembra che Garibaldi riposò dopo lo sbarco.  - Museo Civico, Sezione Archeologica:  Gli oggetti esposti sono tutti di fabbricazione lilibetana e sono in gran parte costituiti da vasellame  d’uso comune, brocche, anforette, coppette. I materali esposti in tre sale abbracciano l’arco di tempo che va tra il IV secolo a.C. ed il II secolo d.C.