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Marsala La nuova città cartaginese divenne col tempo la principale base punica in Sicilia, tanto da rimanere infine l'ultimo baluardo della potenza nordafricana nell'Isola. Essa sorgeva su un'area di circa cento ettari, bagnata su due lati dal mare. Le mura, spesse fino a sette metri, e il larghissimo fossato difendevano la città e una serie di cunicoli e passaggi segreti consentivano sortite improvvise all'esterno. Tra le poche cose però c'è un reperto di grandissimo valore: una nave. Ritrovata nello Stagnone di Marsala, fu recuperata nel 1969 e oggi è esposta nel museo del Baglio Anselmi. Si tratta di un'agile e lunga nave da guerra, vecchia di oltre venti secoli, affondata probabilmente nel 241 a.C. nel corso della battaglia delle Egadi che diede ai Romani il controllo su Lilybeo dopo un inutile assedio di nove anni. Lilybeo divenne presto città romana a tutti gli effetti, e riprese a pieno ritmo l'attività portuale, affermandosi in poco tempo come il principale porto di collegamento con l'Africa. La "civitas splendidissima", come fu chiamata, si arricchì di nuove case, monumenti e edifici pubblici, degni della migliore tradizione latina. Tra questi ultimi meritano un accenno i bagni termali dell'Insula Romana, doviziosamente decorati. Sull'ampio peristilio si aprivano una serie di salette. L'ambiente era elegante ed esclusivo e, seppure le sovrastrutture siano scomparse, la fantasia degli splendidi mosaici che adornano quasi tutti i pavimenti ci può suggerire un'immagine veritiera delle terme. Così come i numerosi reperti conservati nel già citato Museo Archeologico ci riportano ad una città piena di movimento e commerci. E anche di cose belle, come testimonia la Venere Callipigia scultura romana della seconda metà del II sec. d. C. (esposta nel Baglio Anselmi), l'ultima scoperta venuta alla luce durante gli scavi a Capo Boeo, a due passi dalla grotta della Sibilla.
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